Mortalità e durata della vita

È stata già trattata, in un articolo precedente, la poca considerazione che si aveva dei diritti delle persone durante il medioevo. Ciò comprende anche la considerazione che si aveva della vita in sé. Oggi si tende a riconoscere e valorizzare ogni vita, attribuendole (com’è giusto) una serie di diritti imprescindibili. In un’epoca come quella medievale, però, era molto più difficile sopravvivere, a causa di guerre, fame, povertà e numerosi elementi storici. Perciò, anche il mondo aveva delle leggi non scritte comunemente accettate che oggigiorno riterremmo spietate.

Durante il medioevo erano inoltre ignote molte delle moderne nozioni di medicina. Nel mondo di Assiah esistono malattie magiche forse ancora più pericolose di quelle del nostro mondo. Ferite e i malanni possono essere curati con la magia ma i servigi di chierici e stregoni sono molto costosi. Scopriamo insieme com’è la vita ad Assiah!

Mortalità infantile

Il tasso di mortalità su Assiah è molto alto, come lo era nel medioevo del nostro mondo, specialmente quello di mortalità infantile. La mortalità infantile italiana è oggi compresa fra 3 e 5 bambini morti entro i 5 anni ogni 1000 nati (nel 2011 furono 4 su mille, fonte ISTAT). Nel medioevo era pari a circa 300/400 per mille, il che significa che un bambino su 3 moriva prima dei 5 anni di vita.

Un tale indice di mortalità era compensato da un grandissimo numero di figli che ogni coppia riusciva a generare. Le donne erano continuamente in stato interessante. Non era raro conoscere famiglie che avessero visto nascere 10 o anche 15 figli (il numero medio di figli per donna era 6/6,5. Oggi in Italia è di 1,35).

Al giorno d’oggi verrebbe da pensare che una discendenza così numerosa sopperisse emotivamente alla morte di circa un terzo dei piccoli. La considerazione è probabilmente del tutto sbagliata.

L’attenzione che i cronisti dell’epoca usano per parlare delle emozioni di questi genitori è emblematica. Molti si soffermano sul dolore e la disperazione nei confronti di queste perdite. Ciò fa intuire quanto queste morti non fossero un affare di poco conto. Non erano nemmeno accettate in modo passivo. I genitori che vivevano nel medioevo erano traumatizzati più volte dalla perdita dei figli, durante il corso della loro vita.

Malattie quasi incurabili

Un posto fantasy come Assiah dispone di grandi magie ed incantesimi. Dispone, però, anche di un numero altrettanto elevato di pericoli temibili e fuori dal comune. Tra queste ci sono le malattie, che possono essere anche magiche, e si contraggono in svariati modi. Non è perciò raro che la gente si ammali e muoia a causa di malattie molto difficili da sconfiggere. Ne è un esempio la Piaga, misteriosa malattia-parassita che è capace di intaccare interi ecosistemi, compresi gli esseri umanoidi. È però possibile morire anche in maniera banale per un raffreddore, una febbre o un’infezione.


I guaritori e gli speziali dei villaggi hanno nozioni rudimentali di medicina. Altre volte si tratta di erboristi o alchimisti che la maggior parte delle volte dispenseranno rimedi naturali per combattere i malanni.


Vere e proprie patologie, anche gravi, possono invece essere curate solo con l’utilizzo della magia. Questo mezzo di cura, però, non è così comune come si potrebbe pensare. A curare è solo la magia divina e naturale e gli incantatori esperti in quest’arte sono rari, spesso religiosi o eremiti. Tali servigi hanno sovente un costo inaccessibile ai più.


Ad Assiah, specialmente nell’est del continente, è piuttosto radicata la convinzione che le malattie (specie quelle infettive) siano dovute a punizioni divine. Per questa ragione i miracoli sanatori di chierici e santoni sono guardati con rispetto e devozione. Talvolta un intervento divino punitivo non è soltanto una fantasia: nella nostra ambientazione, dèi e altre forze superiori interagiscono per davvero con il mondo di gioco. Tuttavia, è più probabile che a causare e portare malattia siano agenti patogeni che seguono le energie magiche negative che attraversano il continente di Assiah.

Visto che le cure sono costose e le malattie molto diffuse, la vita media ha una durata molto più bassa di quella del nostro mondo. Un umano può arrivare all’età di settant’anni, ma è considerato per quell’età decisamente vecchio. Generalmente si muore attorno ai cinquant’anni e soltanto i più abbienti riescono a sopravvivere più a lungo, grazie alle costose cure magiche. È raro che qualcuno arrivi a morire di vecchiaia: molto più spesso si muore per malattie, ristrettezze di beni primari o cause violente.

Il matrimonio nel Medioevo aveva perciò uno scopo molto importante: generare un erede. La vita media non superava i cinquant’anni sia per gli uomini che per le donne, perciò il matrimonio si celebrava prima dei vent’anni d’età e dopo i dodici o quattordici anni. Coloro che hanno superato i vent’anni d’età senza essersi sposati, come alcuni avventurieri, sono generalmente reputati persone fuori dal comune. In alcuni casi, sono visti come folli votati all’avventura che credono di essere giovani per sempre.


Igiene e sanità della vita medievale

Pestilenze e malattie contagiose sono quanto mai comuni ad Assiah, così come fu durante il Medioevo. Ciò accade a motivo della scarsa igiene a cui gli abitanti della maggior parte delle nazioni sono abituati.

Una città medievale non apparirebbe come una città contemporanea. La maggior parte delle città, paesi e villaggi, dispone di numerose case adiacenti addossate le une sulle altre, spesso in prossimità di corsi d’acqua e sorgenti. Le famiglie condividono spazi molto piccoli e stretti. Gli stessi spazi sono spesso utilizzati per dormire, mangiare e lavarsi in un unico ambiente. Ancor più comune era condividere gli spazi con animali domestici (rientravano negli animali domestici: cani, gatti, polli, conigli, anatre).

Non esistevano bagni pubblici e la gente si lavava solitamente nel fiume o non si lavava affatto. Non esisteva l’acqua corrente, com’è ovvio. Chi disponeva della comodità di una vasca o una tinozza da bagno doveva riempirla con acqua tirata su dai pozzi (pubblici o privati) e scaldarla sul fuoco.

Non esistevano nel Medioevo tecniche di smaltimento per i rifiuti. La gente viveva sempre con la sua famiglia a contatto con animali più o meno domestici. Malgrado possa apparire assurdo (e non è un comportamento presente soltanto nel Medioevo) era d’uso gettare gli avanzi di cibo a terra perché gli animali potessero consumarli e nulla andasse sprecato. A terminare questa lunga catena erano i roditori che diffondevano poi le pestilenze.

Dal termine delle guerre dell’Era degli Imperi, gli assiahni hanno conosciuto l’avanzamento tecnologico e culturale portato dall’impero caduto di Drakaria, per cui sono diventate sempre più diffuse pratiche che promuovono l’igiene personale e delle città. Oggi la maggior parte dei grandi insediamenti urbani è dotata di un sistema di fognature; a volte si dispone di terme o altri stabilimenti simili ed esiste il sapone. In località più piccole o insediamenti rurali valgono invece ancora le classiche regole medievali su riportate.


Il valore della vita

Anche la morte per causa violenta è molto comune. Un omicidio potrebbe consumarsi per le vie cittadine e non essere la prima volta che i passanti assistano ad uno. Agli angoli delle strade potrebbero morire di stenti bambini o mendicanti senza che qualcuno se ne preoccupi. Orfani e vedovi erano frequenti, poiché la malattia, la guerra o la fame potevano portare via genitori, figli e coniugi molto facilmente.

Non ci si senta perciò banali nell’interpretare un personaggio che ha subito un lutto o che è orfano, poiché era una condizione piuttosto comune.

L’omicidio non è sempre un crimine: può molto spesso avere cause d’onore (tra cui rientra la vendetta). È reputato più onorevole morire dopo un duello che essere risparmiati e sopravvivere nella vergogna della sconfitta. A seconda del luogo, può perciò esistere un tribunale, un’assemblea cittadina, o il diritto alla vendetta personale. Non è raro che la vendetta personale sia autorizzata dalla legge e generalmente è vista come cosa normale e giusta. Non prendersi la propria vendetta può essere reputato sconveniente e disonorevole.

Si noti che il significato di “giustizia” può cambiare di luogo in luogo o in base al ceto della persona accusata (si leggano a questo proposito gli approfondimenti sulla nobiltà e sui diritti delle persone).